domenica 30 luglio 2017

SERIE C1: Imolese Calcio 1919, in porta ecco Luigi Carpino

Gianluca Matera e Luigi Carpino
Imola, 28 luglio 2017 – 'Gigi' corre. E la sua corsa, a ventitre anni, lo ha portato a scalare le categorie fino alla A2, per poi lanciarsi nell'impresa di Pistoia in B, lontano da casa ma vicino ai suoi sogni. Il dg Matera lo vuole a casa e, con un accordo foriero di buoni presagi, ne ottiene il prestito dall'Imola, in cambio del pivot Giacomo Paolini. LUIGI CARPINO, avellinese di nascita ma imolese di adozione, raccoglie, fra i pali, l'eredità di Nerio Rensi, che, abbandonato il calcio a 5 giocato, sarà il preparatore portieri dell'Imolese: "In questi anni ho avuto la fortuna di giocare con portieri di livello altissimo e Nerio è il tassello che mancava. E’ una persona molto seria e pacata, con cui, sono certo, lavorerò benissimo. Il mister sarà Carobbi, che ha fatto la storia di questo sport: l’ho conosciuto in Rappresentativa e sono felice di ritrovarlo. Se c’è un cosa che ricordo è che con lui non si può sbagliare nulla!” Di gavetta ‘Gigi’ ne ha fatta ed ora è tempo di riprendersi un posto di primo piano: “E’ stato il tirocinio più bello della mia vita. Sono stato forse più spettatore che protagonista in termini di giocato, ma essere in squadra con grandi campioni significa avere il privilegio di carpirne i segreti o, meglio, il segreto più importante: ‘come si fa a vincere’. Quest’anno voglio riconquistarmi il campo, perché amo troppo giocare.” Dalla B alla C1, in un ruolo che avrà Matteo Paciaroni come antagonista: “La categoria passa in secondo piano di fronte alla progettualità dell’Imolese: è una società molto strutturata, che punta in alto investendo sui giovani e dà sicurezze. Con Paciaroni sarà possibile tenere un ritmo di allenamento molto elevato, che gioverà ad entrambi. E’ un portiere giovane, ma il fatto che abbia ricevuto quella chiamata (in nazionale Under 21) che tanto avrei voluto, la dice lunga sul suo valore.” Ma la giovane età nasconde insidie che Luigi Carpino conosce bene: “Ieri ero come loro, baldanzoso e ‘leggero’. Poi, col tempo, ti rendi conto che se non sai chi vuoi essere, non vai da nessuna parte. L’anno scorso, a Pistoia, per me è stata una prova di maturità: facevo avanti e indietro da Imola quasi tutti i giorni e non sono mancati i momenti di sconforto. La mia convinzione, mista a testardaggine, nonché il grande sostegno di Mister Busato (che voglio ringraziare) mi hanno permesso di portare fino alla fine quell'esperienza di vita, oltre che di sport. Decidi il tuo viaggio, decidi la tua partita, goditeli, ma resta concentrato sulla meta, perché è lì il significato ultimo. Il confine fra la vittoria e la sconfitta è una linea sottile: se non resti lucido e motivato fino alla fine, perdi; se ti impegni al massimo in settimana e il sabato giochi, dal primo al sessantesimo minuto, come sai, allora non ci sarà nulla che potrà impedirti di portare a casa i tre punti.”

Stefania Avoni 
Ufficio Stampa Imolese Calcio 1919

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