domenica 15 gennaio 2023

MEZZORA CON IVAN BATTILANI

Nel mondo del calcio il personaggio che lo staff di 5iomla sta per intervistare da Parsot, situato in piazza Gramsci è molto noto.

Ivan Battilani, parlaci del presente?

“Alleno l'under 17 alla Tozzona alle dipendenze della famiglia Bertuzzi. Stiamo svolgendo un buon lavoro come nell'intero settore giovanile. Nel comprensorio imolese siamo in Seconda categoria ma ha un bacino importante e il prossimo anno saremo Scuola Calcio Elite”.

Come sta andando il campionato?

“Siamo terzi alla fine del girone d'andata. L'obiettivo nel ritorno è di migliorare o di consolidare il piazzamento”.

Fra cinque-dieci anni che ambizioni avrà?

“Vorrei smettere di allenare fra due anni anche se mi piace ancora. Mi piacerebbe agire come direttore


sportivo o responsabile del settore giovanile. Per iniziare mi potrei accontentare purché il sogno si possa avverare. La concorrenzza è tanta”.

La tua carriera come è partita?

“Ho iniziato nel maschile, poi ho passato 10 anni al femminile, poi son tornato al maschile e, la scorsa stagione sono approdato all'Imolese F&M di Ademaro Mosconi. Verso novembre la prima squadra che militava nella serie D di Eccellenza femminile ha avuto dei problemi ed è stato allontanato il mister. Mosconi mi ha chiamato e ho preso la squadra conducendola al secondo posto e facendo le fasi finali per il ripescaggio in serie C”.

Quali sono state le altre tue avventure?

“Ero ritornato al maschile allenando la Virtus Faenza, poi ho salvato il Mordano. E sono andato anche all'Imolese facendo maschile, Allievi e Juniores e, nella prima squadra, c'era la collaborazione con il direttore tecnico Daniele Simeoni e il tecnico Dario Di Donato. Poi a Massa ho guidato la Juniores”.


Con le quota rosa, come sei andato?

“Il mio percorso inizia alla Packcenter in serie A2 presieduta da Luigi Fiori Suzzi. Ho trascorso in riva al Santerno quattro anni bellissimi, sfiorando la promozione in serie A2. Poi mi ha chiamato il Venezia ma non ho accettato per impegni lavorativi, e il Bologna del presidente Grandi che ho condotto in due anni dalla B alla A2”.

Quali differenze caratteriali ci sono tra gli uomini e le donne?

“Se un mister ha la fiducia di un gruppo di ragazze puoi dire loro di passare dalla cruna di una agol che lo fanno. Ma appena qualcosa scricchiola puoi prepararti a fare le valigie”.

Avevi uno staff d'eccezione?

“Certo il preparatore atletico era Vanni Pedrini, attuale vice della nazionale di calcio a 5 e mio padre


Augusto ci dava una grossa mano”.

Quali sono state le tre ragazze più forti che hai allenato?

“La povera Isabella Rosetti, nel giro della nazionale, stroncata da un incidente stradale, Monia Teodorani e la bolognese Natascia Fraschini”.

Hai qualcosa da aggiungere su Ademaro Mosconi?

“Anzitutto ha allenato nella massima serie con una giocatrice del calibro di Carolina Morace. Ha sempre creduto nella formazione dei giovanni per portarli alla prima squadra. Tra noi c'era massima fiducia e stima reciproca. Tre aggettivi per lui? Tecnico di spessore, pieno di valori e con tanta passione per questo ambiente”.

Hai praticato altri sport?

“Da giovane il tennis e anche il wind surf”.

Chi ti sta vicino?

“La mia famiglia e in particolare mia figlia Ilenia che si è laureata in Farmacia”.

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