lunedì 1 agosto 2022

ASCOLTIAMO DON DOLINDO

Don Dolindo Ruotolo
S. Paolo, come si disse, enumerando i dodici frutti dello Spirito Santo, li contrappone a quelle che chiama opere della carne, delle quali dà un elenco. Non è un elenco completo, come non è completo l’elenco dei frutti dello Spirito Santo, secondo il contesto medesimo dell’Apostolo; è solo una vasta esemplificazione. Carne, nel linguaggio teologico è lo stesso che concupiscenza viziata, o natura degradata; opere della carne sono i peccati mortali che derivano dalla concupiscenza, e che degradano l’uomo negli orrori delle passioni, e massime dell’impurità.
Sono dette opere della carne e non frutti, perché non sono germogli di vita ma sono corruzione; la pianta viva fa il frutto, ma quella recisa si dissecca ed imputridisce. La corruzione non è perciò un frutto ma un’operazione viziosa, non naturale ma contraria alla retta ragione ed alla Legge di Dio.
La prima opera della carne enumerata dall’Apostolo è l’impurità, è la fornicazione nelle sue varie manifestazioni, ossia il peccato completo e consumato. Questo atto degradante si oppone alla carità, che è amore verso Dio e verso il prossimo, perché esso concentra l’anima nella materialità che maggiormente degrada e maggiormente allontana da Dio, tenta asservire il prossimo ai propri istinti disordinati, e turba l’essere umano fin nella sua profondità, essiccando così quegli altri frutti dello Spirito Santo che sono la gioia del cuore, la castità dello spirito, la modestia dei sensi, e la pace dell’anima. Il peccato impuro è di per sé un’idolatria della carne e delle creature, come l’idolatria era un’obbrobriosa pratica di riti impuri, ed è opposta alla carità perché opposta a Dio stesso, del quale manomette la gloria, ed al prossimo, del quale degrada la nobiltà.
I venefici, le inimicizie, le contese, le emulazioni, si oppongono alla pazienza, alla benignità, alla bontà ed alla longanimità. Così pure le ire e le discordie, si oppongono alla mansuetudine, fomentano le sette, accendono le invidie e provocano gli omicidi per le sanguinose lotte che suscitano tra i popoli, le famiglie e gli individui. Le ubriachezze e le gozzoviglie si oppongono alla continenza, come vi si oppone anche la dissoluzione dei sensi fomentata dall’ubriachezza e dalle gozzoviglie.
Tutte le opere della carne poi si oppongono alla fedeltà dovuta a Dio e doverosa anche verso gli uomini. L’uomo animale vive delle opere della carne, e l’uomo spirituale dei frutti dello Spirito Santo; è necessario perciò che noi rinneghiamo ogni turpe e disordinato desiderio, e viviamo amando Dio sopra tutte le cose, e desiderando l’eterna gloria. 


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