venerdì 16 dicembre 2022

SPIRITUALITA': il segno indelebile di Padre Luigi

Era l'estate del 1992 a Medjugorie, a pochi metri dalla casa della veggente Maria Pavlovic, c'era una massa di pellegrini enorme fra cui due gruppi: uno italiano e uno americano. All'improvviso una donna esce dal gruppo statunitense e, indicando con la mano, a voce alta, la figura di Padre Luigi esclama: “San Francisco, San Francisco!”. Questo ricordo ancora vivido risale a 30 anni fa. Citiamo questo aneddotto perché calza a pennello con l'immagine che la stragrande maggioranza di noi ha e ha sempre avuto e conserva di Padre Luigi, partendo da quello che esprimeva l'aspetto fisico, la gestualità e la profondità della sua anima che traspariva anche all'esterno, tanto somigliante al serafico Padre San Francesco. Sono passati 25 anni dalla scomparsa del frate di Calisese (26 novembre 1997) e la sua memoria è ancora molto presente nel cuore e nella mente della persone. Una riprova sono le numerose richieste che ci arrivano per conoscere il luogo dove egli riposa ed eventualmente potere andare e raccogliersi in preghiera per chiedere un aiuto per sé e per la propria famiglia. Un quarto di secolo non ha scalfito per nulla l'affetto e la riconoscenza che gli imolesi hanno sempre nutrito per il loro Padre Spirituale fin da quando era in vita. In questi 18 anni di esistenza dell'associazione Figli Spirituali e Amici di Padre Luigi, la sua associazione, sono state realizzate molte cose, a volte non senza difficoltà e non è certo questa la sede per fare un bilancio. Abbiamo tuttavia riscontrato e continuiamo a riscontrare quanto il nostro Padre Spirituale sia riuscito a penetrare negli ambienti anche più refrattari alla fede cattolica. Sappiamo che Imola per storia e tradizione ha sempre avuto una tendenza anticlericale e per certi aspetti anticristiana. Ma il carisma, la forza della fede, la grande spiritualità di cui è stato portatore Padre Luigi ha lasciato un segno indelebile anche in questi ambienti. E' molto facile giocare in casa, più difficile invece è essere accolti e accettati altrove. Qui sta il Carisma di San Francesco e qui abbiamo riscontrato quanto Padre Luigi lo esprimesse in modo compiuto. Basti ricordarlo quando Cappellano dell'Ospedale Civile Santa Maria della Scaletta entrava nelle camere in cui erano presenti anticlericali e miscredenti e accettava ugualmente offese ed epiteti e anche di essere scacciato. Non si tirava mai indietro e spesso, da questi episodi, nascevano grandi conversioni. Padre Luigi era solito dire “Io vado dove mi chiamano” e accolgo chi mi cerca perché Gesù non ha mai mandato indietro nessuno. Sappiamo quanto lui, nell'ultimo periodo della sua vita, e quanto tempo ha dedicato da Rettore del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, nell'accoglienza dei penitenti e di tutte le persone che avevano bisogno di una confessione, di una parola di conforto o di una “robusta” preghiera per qualcuno che chiedeva una grazia particolare alla Madonna. Siamo gratificati e contenti di essere qui ancora a parlare di Lui e siamo certi che di Lui si parlerà ancora per molto tempo e siamo in perfetta armonia con l'Ordine dei Frati Minori e la Diocesi di Imola.

Francesco Grandi - Mirko Melandri - (Associazione Figli Spirituali e Amici di Padre Luigi)


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