sabato 13 agosto 2022

SPORT, Calcio a 5 B: Dozzese, ingaggiato Vinicinho

Vinicinho
La Dozzese Futsal è lieta di annunciare l’accordo con Vinicius Eduardo Zinhani de Carvalho alias Vinicinho, per la stagione agonistica 2022/2023.

Ultimo (centrale), classe 1995, ambidestro di nazionalità brasiliana, Vinicinho vanta, tra le sue esperienze italiane, le stagioni al Cioli Cogianco Genzano di Roma, Prato e Catanzaro, praticamente sempre in serie A e, molto spesso, da capitano.

Vinicinho è un calciatore eclettico che può giocare sia come ultimo che come laterale e che si è sempre dimostrato all’altezza in ambedue le fasi di gioco, ovvero sia in difesa che nelle “galoppate” offensive. Ha grandi qualità tecniche sia nel controllo che nel passaggio della palla, ma è pure uomo “di quantità”, con grande corsa sia negli spazi larghi che in quelli stretti. Può, quindi, essere considerato un giocatore universale e sarà molto utile alle rotazioni di mister Leonardo Vanni.

Non lascia dubbi anche il commento del direttore sportivo Andrea Candeloro che ritiene “sicuramente “Vini” un giocatore di straordinaria intensità che unisce qualità a quantità. Abbiamo “camminato insieme vari anni a Prato e conosco bene le sue caratteristiche di leader e trascinatore”.

Vinicius Eduardo Zinhani de Carvalho alias Vinicinho, benvenuto alla Dozzese. Arrivi in una squadra molto ambiziosa che punta molto in alto. Sei pronto?

“Più che pronto: sono molto carico per questa nuova sfida”.

Sei l’ultimo tassello (in ordine di tempo) di un roster clamoroso per la categoria di serie B: la Dozzese vuole, senza ombra di dubbio, la promozione in serie A2. Conosci già qualche tuo compagno?

“Ho avuto il piacere di lavorare con Alessio Trovato e conosco bene pure Marciano Piovesan: due giocatori spettacolari che sicuramente faranno la differenza”.

Andrea Candeloro ti ha fortemente voluto: perchè hai scelto il progetto gialloblu?

“Innanzitutto, per aver creduto nel lavoro di Andrea che conosco da tempo e anche perchè so che ho molto da dare per questa maglia”.

Cosa porterai alla Dozzese a livello caratteriale, tecnico e di esperienza?

“La mia traiettoria in Brasile e in Italia parla per me: sarà la mia settima stagione in questo Paese e ho sempre lavorato con tanta disciplina, dedizione ed impegno. Sono un giocatore a cui piace giocare con tutti e due i piedi, ma ancor più di questo, mi piace aiutare sia in attacco che difesa tutti i miei compagni dentro il campo”.

I tuoi obiettivi stagionali?

“Il mio obiettivo più grande è contribuire ad elevare la squadra alla serie A2. Tra l’altro, anche la Coppa Italia voglio portare a casa”.

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Ufficio Stampa A.C. DOZZESE

SPORT, Basket B: Intech Virtus Imola, ecco il nuovo logo

(foto Virtus Imola)
La Società Virtus Imola è orgogliosa di presentare a tutti i tifosi il nuovo logo ufficiale.

Dalla data odierna questo logo accompagnerà il cammino della squadra e della comunicazione ufficiale della Società giallonera, impegnata nel campionato nazionale di serie B.

Il logo presenta ampi cenni relativi alla storia della Società, con un richiamo esplicito al logo che segnò gli ultimi decenni del secolo precedente, ad esempio, durante l’era del presidente Littorio Galassi.

Un logo su cui capeggia fieramente la scritta nitida e chiara “Virtus Imola”, su un letto formato dai colori giallo e nero. Un richiamo preciso alla storia del basket cittadino che conosce questi accostamenti


cromatici da quasi 90 anni, dal 1936, per la precisione.

Il dirigente Renzo Balbo ha seguito tutta la lunga progettazione grafica del logo, accompagnando l’evoluzione dall’idea originale voluta dal Presidente e dal Consiglio Direttivo, fino alla realizzazione: “Avevamo ricevuto varie idee grafiche, quindi abbiamo scelto quella che, credo, ci rappresenti maggiormente per storia e tradizione. La scritta è similare a quella dello storico logo della Virtus Imola 1936, che andò in disuso nel 2005. Come base, sotto alla scritta, si intravede lo scudetto giallonero che ricorda i colori della Società, mentre in alto si eleva il grifone, simbolo araldico secolare della città di Imola”.

Un logo fortemente voluto dal Presidente Stefano Loreti che sottolinea come questo “rappresenta la nostra storia e il forte legame con la città di Imola. E’ bello, a me piace molto”.

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Area Comunicazione Marketing Intech Virtus Imola

ATTUALITA': l'omelia di Monsignor Giovanni Mosciatti

Monsignor Giovanni Mosciatti
Carissimi fratelli e sorelle,

la festa del nostro Patrono San Cassiano quest’anno assume un valore tutto particolare perché esattamente 750 anni fa veniva consacrata e dedicata in questo luogo la nuova cattedrale e venivano riposte nella cripta le reliquie di Cassiano, Pietro Crisologo, Proietto e Maurelio.

Come ci attestano varie fonti, ma soprattutto il culto ininterrotto sino a noi, san Cassiano è stato proprio il costruttore della comunità cristiana e della città, l’annunciatore di speranza e di fraternità. I cristiani che visitavano la sua tomba e che l’hanno venerato come patrono lungo i secoli hanno incontrato ed amato, attraverso di lui, Cristo stesso. Prudenzio, che nel quinto secolo si fermò a rendere omaggio alle sue spoglie, rimase colpito della crudezza del suo martirio e dalla sua testimonianza proprio perché con la sua vita e con il dono eroico Cassiano ci insegna l’adesione incondizionata a Cristo e la necessità di testimoniarlo coraggiosamente.

Il testimone, il martire è proprio colui che è stato conquistato, rapito dall’annuncio che gli è stato fatto. Ed è portato dallo stesso Gesù a vedere e udire, a fare esperienza di questo amore nella sua vita. Come dice san Giovanni nella sua prima lettera: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato lo annunciamo a voi”. (1Gv 1,1)

Il testimone, il martire, Cassiano si identifica proprio con la persona di Gesù come risposta al suo amore. Così come la vita di Gesù è testimonianza resa al Padre e per questo lo ascolta, lo prega, fa ciò che al Padre piace, lo testimonia davanti agli uomini, pubblicamente, senza paura, di fronte ai potenti dei tribunali e delle sinagoghe, allo stesso modo anche Cassiano, con la sua vita ed il suo martirio da testimonianza di questo amore a Cristo.

La morte non è mai desiderata dai cristiani. Essi però, piuttosto che rinnegare la vita che Cristo ha dato loro, sono pronti a subire i più atroci flagelli e infine anche a morire. Il martirio di san Cassiano che la Chiesa antica ci ha trasmesso, è una testimonianza commovente di questo attaccamento alla vita vera, è una professione di fede nella vita che non finisce. C’è in lui un’umile sicurezza: ciò che di più prezioso egli possiede non gli può essere tolto.

Il momento storico in cui viviamo forse non è molto diverso da quello che ha visto la testimonianza di Cassiano. Viviamo in un tempo complicato, difficile, di cambiamento, dove quello che sembrava evidente a tutti oggi è messo in discussione. È così drammatico e travagliato che affermare che la risposta ai problemi del mondo e ai propri drammi è la persona, "il testimone", che nell’incontro con Cristo sperimenta la pienezza della vita, pare poco, pare ingenuo. Servirebbe molto di più, vien da pensare. Perché invece è così decisivo? Che cosa permette alla persona di stare davanti a tutto e a tutti senza temere, senza cedere, libera e lieta? Tutti i giorni sperimentiamo che non basta affannarsi in tante cose - seppur belle - per tentare di cambiare quello che non va e poter essere contenti. Su cosa puntare, allora, perché ognuno possa godere di tutto dentro ogni circostanza, bella o brutta? Per alzarci ogni mattina determinati a stare di fronte alle difficoltà e alle sfide che ci aspettano, senza cercare vie di fuga o guardare da un’altra parte? Cosa può rispondere al desiderio di pienezza che tutti abbiamo dentro?

È solo l’incontro con Cristo, con i suoi testimoni, che può far raggiungere alla vita un’intensità grande, che fa emergere il nostro bisogno più vero. La scommessa è vivere il nostro tempo, così segnato dall’incertezza, come un’insostituibile opportunità per riscoprire la vera natura dell’io, la sua sete di verità, giustizia e bontà e – al tempo stesso – l’originalità dell’avvenimento cristiano.

Si parla tanto ad esempio dei ragazzi e degli adolescenti, che scendono in piazza o stanno rinchiusi in stanza, che hanno paura della solitudine o di tornare a trovarsi insieme. Se ne parla con preoccupazione, perché portano addosso i segni di questo tempo sofferto. Siamo tutti interrogati da una situazione in cui emerge un disagio forte e, al contempo, ci stupisce quando si trova un adulto, un educatore che guarda questo tempo senza paura, che aiuta a mettere a fuoco anche il fondo della sfida, il bisogno di qualcuno con cui fare un pezzo di strada, perché vive nella sua vita e nelle sue giornate una promessa di bene. Torniamo a parlare di educazione perché non si finisce mai di sorprendere che essa è educazione dell’umano: di ciò che è originale, incandescente, indistruttibile nell’animo di ognuno. È un incontro, un rapporto vivente che ha la forza della testimonianza.

La nostra è un’epoca piena di ambiguità e contraddizioni. In un contesto del genere, noi cristiani siamo tentati o di abbandonare la novità del Vangelo per conformarci alla mentalità dominante o di usarla per difenderci da un mondo che percepiamo come ostile. Le domande e le sfide del nostro tempo non sono come dei nemici da combattere, ma come delle ferite da abbracciare per scoprire l’originalità del Cristianesimo.

Cassiano ci testimonia che una fede realmente vissuta permette di guardare alla realtà contemporanea, segnata da moltissime contraddizioni, ferite e sofferenze, con uno sguardo carico di simpatia che ci permette di 'avviare processi' come ci ripete sempre Papa Francesco anche con chi inizialmente percepiamo come molto distante da noi.

Qui nasce la proposta che la Chiesa fa a tutti quest’anno che ha per titolo “I cantieri di Betania”. Si intitola così il documento che è nato dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi in questo primo anno di ascolto del cammino sinodale e che vuole essere lo strumento di riferimento per proseguire il cammino coinvolgendo anche coloro che ne sono finora restati ai margini. Si tratta, dunque, di una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù.

Che il dono dello Spirito Santo trasformi la nostra povera vita e le nostre comunità e le renda capaci di essere testimoni, come Cassiano, della novità di vita che nasce dall’incontro con Cristo.

Accogliamo la sfida per vivere come uomini e donne radicati nella speranza nel nostro tempo di incertezza.

Monsignor Giovanni Mosciatti - Vescovo della Diocesi di Imola

venerdì 12 agosto 2022

SAN CASSIANO: il sindaco Marco Panieri: "Rafforzare il dialogo tra Comune di Imola e Diocesi"

Marco Panieri
In occasione della ricorrenza religiosa del patrono della Città, San Cassiano, che rappresenta un punto di riferimento valoriale e di Fede per tanti cittadini, intendo ringraziare la Diocesi di Imola e il Vescovo, S.E. Giovanni Mosciatti per l’impegno pastorale e l’attività di sostegno che svolgono nella nostra comunità.

La ricorrenza religiosa del patrono della Città assume anche una valenza civile per i valori che condividiamo, per il vivere collettivo che, nel rispetto reciproco delle differenze e delle identità di ognuno, va protetto e tutelato. È per questo che come Amministrazione Comunale parteciperemo alle iniziative organizzate dalla Diocesi per questa ricorrenza.

In questo tempo, contraddistinto da importanti difficoltà (i colpi di coda legati all’emergenza pandemica, i nuovi conflitti che interessano l’Europa e il mondo, la situazione ambientale, l’inflazione e la crisi energetica che attanaglia numerosi cittadini e tante aziende) dobbiamo ricordarci quanto è importante essere comunità. Le sfide sociali, educative e culturali che abbiamo di fronte ci impongono di proseguire e rafforzare il dialogo e la collaborazione fra Comune di Imola e Diocesi.

Una comunità è solida solo se è solidale, e su questo ogni Istituzione territoriale che ha a cuore il Bene Comune deve fare la sua parte. Siamo oggi più consapevoli di quanto la solidarietà, la collaborazione, l’assistenza e la cooperazione, valori che sono da sempre nel nostro DNA, siano risultati preziosi.

Contemporaneamente, insieme, abbiamo raggiunto risultati importanti, tanti si stanno mettendo in gioco, il nostro tessuto sociale ed educativo ha dimostrato di avere energie, entusiasmo e creatività per continuare a svolgere un ruolo di primo piano.

L’augurio che rivolgo a tutte le concittadine e a tutti i concittadini è che questa ricorrenza di San Cassiano, patrono della Città, possa essere occasione di festa ma anche di una riflessione da coltivare ogni giorno dell’anno: l’impegno di ciascuno fa sempre la differenza, ognuno può fare la sua parte, ciascuno di noi è importante.

Continuiamo a darci forza per vivere il presente con le sue difficoltà, ma con la speranza e la fiducia di una comunità capace di reagire, di rilanciare e immaginare un futuro sempre migliore, da costruire insieme.

Marco Panieri - Sindaco di Imola

venerdì 5 agosto 2022

CONDANNA: il sindaco Marco Panieri sull'atto vandalico sulla cattedrale

A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale esprimo la ferma condanna dell’atto vandalico che ha preso di mira la cattedrale di San Cassiano. La città non può tollerare simili episodi di vandalismo: ci auguriamo che gli autori vengano quanto prima individuati”.

Marco Panieri - Sindaco di Imola


SPORT, Calcio a 5: i Medlars vincono il Cicceria (tratto da Il Resto del Carlino)

Sono i verdi di Medlars, un mix di Dozzese e Aposa Bologna entrambe reduci dalla serie B, ad aggiudicarsi il 30° Trofeo Cicceria, prestigioso torneo di calcio a 5 nato nel 1991 a opera di Alessandro Taddia e Daniele Bortolotti, che da tre decadi accompagna le estati castellane di Futsal richiamando centinaia di appassionati sul sintetico del Casatorre. La sfida finale, alla quale hanno assistito ben 500 spettatori, li ha visti prevalere per 7-6 sul Pratiche Auto Imola Express di Mister Fabbri, campione in carica. Al terzo posto, a pari merito, le squadre Futsal Zimo e Bar Basket. Tornando alla finale, l’epilogo del torneo è stato davvero combattutissimo. Da una parte un Drago strepitoso, dall’altra un Montalti para tutto (il portiere del Cesena sostituiva Paciaroni squalificato). Tripletta che ha il sapore della conferma, poi, per El Madi (tripletta), e un’altra conferma, quella che Maccaferri ha i numeri per rimettersi in gioco. Pratiche Auto è stata sempre in vantaggio nei 40 minuti, fino a 5’ dal termine, quando si è avverata la più classica delle leggi del calcio.

SAN CASSIANO: vandali hanno preso di mira la Cattedrale

Tra la serata di martedì 2 agosto e la mattina di giovedì 4, in una delle due notti comprese in questo intervallo di tempo, alcuni vandali hanno preso di mira la cattedrale di San Cassiano.

Sono stati imbrattati con scritte tracciate con bomboletta spray e pennarelli sia una delle porte della cattedrale sia i teli che coprono i ponteggi montati per gli interventi di restauro alla facciata.

Nel condannare il gesto, la Diocesi di Imola rende noto che tutta l'area è videosorvegliata e che verrà sporta denuncia alle forze dell'ordine.

giovedì 4 agosto 2022

REUNION CUP: Zurich

Il Circolo Aics Imola Sport Asd, affiliato all'Endas, lancia l'idea della Reunion Cup per fare sfidare le formazioni che hanno fatto la storia del futsal imolese e non solo. Lo Zurich è un team composto da giocatori temibili. Riconosciamo come quarto in piedi da sinistra il portiere Andrea Rizzo.

Per info e iscrizioni 3201105134 o mirkomelandri2017@gmail.com.

 

REUNION CUP: Zolino Calcio


Il Circolo Aics Imola Sport Asd, affiliato all'Endas, lancia l'idea della Reunion Cup per fare sfidare le formazioni che hanno fatto la storia del futsal imolese e non solo. La squadra dello Zolino Calcio è stata tra le protagoniste della storia del futsal imolese e del Circondario. La grif è quella dell'azienda Edil Servizi.

Per info e iscrizioni 3201105134 o mirkomelandri2017@gmail.com.

REUNION CUP: Zello Boys


Il Circolo Aics Imola Sport Asd, affiliato all'Endas, lancia l'idea della Reunion Cup per fare sfidare le formazioni che hanno fatto la storia del futsal imolese e non solo. Gli Zello Boys sono un team composto da in piedi da sinistra, il primo è Andrea Visani, poi Augusto Bassi, il portiere Andrea "Geppo" Geminiani, Davide Velitti e Davide Amadori. Spazio tra gli accosciati da sinistra, il secondo è Gabriele Bartolini, seguito da Giacomo Dari e Davide Sarti, l'uomo ovinque del futsal imolese.

Per info e iscrizioni 3201105134 o mirkomelandri2017@gmail.com.

REUNION CUP: Young Line


Il Circolo Aics Imola Sport Asd, affiliato all'Endas, lancia l'idea della Reunion Cup per fare sfidare le formazioni che hanno fatto la storia del futsal imolese e non solo. Eccola qua la Young Line composta da in piedi da sinistra il secondo Donato Greco, poi Maurizio Ricciardelli, il quinto il portiere Marco Grandi, l'ottavo il mister Leonardo Vanni. Accosciati il quarto da sinistra Nicola Venturelli, seguito da Daniele "Ferro" Ferrini.

Per info e iscrizioni 3201105134 o mirkomelandri2017@gmail.com.

SPORT, Basket B: Intech Virtus Imola, il ritorno a casa di Alessandro Alberti

Alessandro Alberti (foto Virtus Imola)
Era da tempo che nell’ambiente della Intech Virtus Imola si parlava di Alessandro Alberti. E, finalmente, il momento del “ritorno a casa” del gioiello imolese doc è realtà.

Alberti è un buon mix tra i due ruoli di playmaker e guardia: soprattutto in difesa fa la differenza per l’aggressività e l’intuito con cui mette in difficoltà l’avversario diretto. Mentre in attacco è un buon tiratore che punta al ferro in velocità e fantasia.

Vent’anni compiuti da un paio di mesi, Alberti arriva da una buona stagione personale in serie B alla Sutor Montegranaro, al di là della retrocessione della formazione marchigiana. Negli anni precedenti, una toccata e fuga in Legadue in maglia Andrea Costa nel 2019/20 e prima ancora la serie D con l’International Imola. Ma, soprattutto, tanti anni in maglia Virtus Bologna, nel


settore giovanile.

Quindi, dopo aver preso il volo nel mondo senior, la guardia cercherà conferme a livello personale e di squadra tornando a casa, in un ambiente caloroso come quello della Virtus.

Alessandro Alberti, benvenuto, anzi, bentornato alla Virtus Imola. Cosa ti ha spinto ad abbracciare il progetto giallonero?

“Innanzitutto grazie. Sicuramente il progetto mi è piaciuto molto, inoltre siamo una squadra giovane, ognuno con caratteristiche importanti e utili al gruppo”.

Ti ricordi i tempi in cui, da bambino, Gianpietro Marrobio ti “strappò” al calcio per farti appassionare alla palla a spicchi?


“Certamente, come posso dimenticare quei bellissimi momenti. È stato difficile inizialmente allontanarmi dal calcio (giocai a lungo “in contemporanea”), ma poi ho capito che il basket era la mia strada”.

Dopo i primi passi alla Virtus Imola, il lancio nelle giovanili della Virtus Bologna: che ricordi hai di quella esperienza?

“L'esperienza alla Virtus Bologna rimarrà sempre un bel ricordo per me, soprattutto per la mia crescita personale, sia in campo che fuori dalla palestra. Il risultato più emozionante è stato sicuramente l'accesso alle finali nazionali”.

Quindi le prime esperienze nel mondo senior, prima della grande occasione in serie B: alla Sutor Montegranaro, nonostante la retrocessione, la tua prima vera stagione da protagonista è stata molto positiva, con oltre 5 punti di media a partita segnati. Come l’hai vissuta?

“Come prima esperienza fuori casa è stata molto positiva, posso ritenermi abbastanza soddisfatto della stagione che ho fatto, a parte per l'infortunio alla caviglia di inizio marzo, motivo per cui sono stato fuori fino a fine stagione”.

Quali ritieni essere i tuoi punti di forza e quali invece gli aspetti da migliorare?

“Il mio marchio di fabbrica è sotto tutti i punti di vista la difesa, ma comunque mi piace anche attaccare il ferro a tutta velocità. Le cose da migliorare ci sono sempre, sicuramente vorrei alzare le percentuali di tiro”.

I tuoi principali obiettivi stagionali?

“L'obiettivo principale della squadra è quello di fare una stagione uniti e vogliosi di arrivare il più in alto possibile senza doversi porre limiti. Personalmente, vorrei dimostrare quello che valgo e migliorarmi sempre di più”.

Essendo imolese doc conoscerai certamente l’impeto dell’Armata Giallonera: cosa vuoi promettere a tutti i tifosi della Virtus?

“Il calore del pubblico sarà fondamentale per tutti noi. Io contribuirò con tanta grinta e voglia di vincere ogni domenica”.

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Area Comunicazione Marketing Intech Virtus Imola

SPORT, Basket B: Intech Virtus Imola, la determinazione di Marco Morara

Marco Morara (foto Virtus Imola)
E’ proprio lui: dopo 6 stagioni lontano dai colori gialloneri, Marco Morara firma il ritorno in casa Intech Virtus Imola per la stagione 2022/2023.

L’ala forte imolese resta in serie B dove ha giocato negli ultimi 4 anni, suddividendosi tra Ozzano, Faenza ed Andrea Costa.

Dopo l’anno di “ambientamento”, la svolta nella carriera arrivò nel 2019/20 quando, al secondo anno in serie B le sue percentuali schizzarono su ottimi livelli: chiuse la stagione con 9,5 punti di media a partita, sfiorando il 40% dal tiro dalla distanza, 80% ai liberi ed il 60% da 2 punti.

Continuerà anche in maglia Andrea Costa con 10 punti a gara, con l’apice dei 22 punti segnati in gara 3 dei playout che aiutarono i biancorossi a salvarsi in categoria.

Poi l’anno scorso, una stagione a metà tra Raggisolaris Faenza ed il ritorno alla Sinermatic Ozzano,


prima dell’infortunio che lo ha tenuto fermo a lungo.

Ora è pienamente recuperato, dopo diversi mesi di lavoro duro e potrà presentarsi al via della nuova stagione con tanti riflettori addosso, com’è ovvio che sia.

Marco Morara, bentornato in maglia Virtus Imola. Ci eravamo lasciati in lacrime per una doppia sconfitta in finale playoff C Gold contro Scandiano, che ancora oggi, ripensandoci, fa male. Pronto e carico a ripartire in giallonero?

“Non fu il classico finale da film, ma fu comunque una delle tante ottime stagioni della Virtus. Sono molto carico per la prossima stagione, cercheremo di fare il percorso migliore possibile secondo le nostre possibilità”.

Avevi 26 anni e da allora la tua carriera ha avuto un’impennata, portandoti nel tempo ad essere protagonista stabilmente in serie B. Cosa ti porti dietro delle ultime 6 stagioni tra Ozzano, Andrea Costa e Faenza?

“Mi porto dietro tante soddisfazioni, tante delusioni e un bel bagaglio di esperienza. Sicuro, tra tutti i momenti, la vittoria della C con Ozzano rimane quello che mi ha dato più emozioni”.

Dopo l’infortunio dello scorso anno, sei pienamente recuperato fisicamente?

“Ho lavorato con Vanni Pedrini, Lorenzo Dal Monte e lo staff medico di Ozzano per tutta l’estate fin dal giorno dopo la fine del campionato: ho recuperato a pieno dall’infortunio e sarò pronto per l’inizio della preparazione”.

Buon tiro dalla distanza, ottimi movimenti nel pitturato. Quali sono le caratteristiche principali del tuo gioco?

“Dopo la scorsa stagione, dove ho giocato poco, dovrò ritrovare il feeling perduto col campo, ma penso di essere sempre stato un valido difensore”.

Sarai il più “anziano” del roster di Regazzi, oltre che colui che ha in cassaforte più presenze in

categoria. Dunque, il tuo, sarà un ruolo delicato all’interno del gruppo giallonero che si sta ancora formando. Cosa porterai alla squadra?

“Fondamentale in questa categoria è la coesione del gruppo: sarà importante il lavoro sia mio che del resto della squadra in questa direzione. Il tecnico lo conoscete bene, ci indirizzerà nella giusta direzione”.

Quest'anno il girone C vedrà al via ben 7 squadre dell'Emilia Romagna. Come le vedi e come vedi il girone in generale?

“Diciamo che, seppur non conoscendo ancora bene i roster delle avversarie, sicuramente il livello sarà molto alto ed ogni avversaria nasconderà insidie particolari”.

Tornando alla Virtus ritroverai tanti amici, incontrerai tanti amici sui campi avversari e avrai gli applausi di un pubblico che non ti ha mai dimenticato. Cosa puoi promettere ai tifosi?

“Nulla, se non che ce la metteremo tutta”.

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Area Comunicazione Marketing Intech Virtus Imola

SPORT, Basket B: Intech Virtus Imola, il ritorno di Mauro Zappi come assistente

Mauro Zappi (foto Virtus Imola)
La Intech Virtus Imola ha scelto: Mauro Zappi sarà il nuovo assistant coach di Marco Regazzi nella stagione 2022/2023, completando lo staff tecnico che vede anche gli esperti (e confermati) Andrea Zotti e Giorgio Devetag.

Imolese doc, classe 1977, Zappi è un esperto allenatore e video match analist con alle spalle un’importante esperienza all’Andrea Costa durata ben 7 anni. Sette anni ricchi di soddisfazioni e delusioni: innanzitutto, il debutto in panchina come head coach (nella stagione del ritorno in serie B), dopo la parentesi Moretti.

Zappi torna alla Virtus Imola dopo le due parentesi agonistiche in cui si esibì come cestista: nel 1997/’98 in serie B1, in una squadra di altissimo livello con, tra gli altri, Caiti, Cempini, Zecca, Gilardi e Sonego. Quindi, tornò in Prima Divisione nell’anno della ripartenza dopo la chiusura dei battenti nel 2005.

Tra gli head coach con cui ha lavorato in maglia biancorossa, Ticchi, Cavina, Di Paolantonio, Moretti e Grandi.

La sua esperienza maturata in quegli anni potrà tornare utile nella sua nuova avventura in casacca giallonera. La Società è particolarmente soddisfatta di aver trovato l’accordo con Mauro Zappi, certamente uno dei coach più quotati del comprensorio.

Mauro Zappi, un caloroso bentornato in maglia giallonera. Quant’acqua sotto i ponti è passata


dall’ultima volta! Perchè hai deciso di accettare la proposta della Virtus Imola?

“Grazie! Felice ed orgoglioso di aver ritrovato i colori gialloneri! Quando una Società ti cerca, ti vuole e dimostra di apprezzare il tuo lavoro, fa sempre piacere. Se poi a farlo è una realtà storica come la Virtus Imola non puoi avere dubbi. Guardando la Virtus da fuori in questi anni era molto chiaro ed evidente che si trattasse di una realtà sana, organizzata e in grande crescita e con persone serie a lavorare per il bene del Club. Ci tengo a ringraziare tutta la società per avermi voluto nella propria organizzazione. Avevo un’offerta importante da fuori ma la costanza con la quale mi hanno voluto ha fatto la differenza. Imola e’ casa mia… ne ero uscito poche settimane fa dalla porta di servizio, oggi ci rientro dalla porta principale. E sono pronto e carico per iniziare la mia nuova avventura”.

Tante esperienze in varie categorie, raccogliendo anche la sfida di allenare per un certo periodo come head coach. Come sono stati i tuoi ultimi 10 anni sul parquet?


“Tanti anni di A2 e di serie B che mi hanno sicuramente formato come allenatore. Sono stati anni molto intensi dove ogni esperienza, anche quelle negative, mi sono servite per crescere. Non ne ho mai fatto una questione di Serie, ma, piuttosto, ho cercato la situazione tecnica che anno dopo anno poteva farmi crescere e tornarmi utile per la mia carriera. Questo ha fatto sì che due stagioni fa io mi sia sentito pronto per gestire la squadra come Capo Allenatore in assenza di Moretti. Non fu un periodo per niente facile. In pieno Covid rientravamo da una lunga di quarantena di squadra e passammo diverse settimane senza poterci allenare al completo e senza il supporto di nessuno. Questo però non ci vietò di andare a vincere ad Alessandria giocando in 6 una partita sottovalutata da tanti, purtroppo anche da chi ci stava vicino, ma che poi si rivelò fondamentale

per il proseguo di quella stagione. Fu una grande emozione. La mia prima da Capo Allenatore e una vittoria in quelle condizioni”.

Ticchi, Cavina, Di Paolantonio, Moretti e Grandi, sono gli ultimi head coach con cui hai condiviso il progetto biancorosso. Quanto ti porti dietro del loro modo di lavorare?

“Ognuno dei capo-allenatori che ho avuto mi ha insegnato qualcosa e ha integrato il mio personale puzzle di Coach. Ho cercato di essere una “spugna” e di cogliere in loro i lati positivi ma anche quello che magari non era in linea con il mio carattere. Tutto e’ stato utile per crescere. 5 persone e allenatori completamente differenti. Per sempre rimarrò grato a Giampiero Ticchi. Il primo che mi ha voluto e ha creduto in me. Un grande uomo prima che un grande coach. Ancora oggi se ho bisogno di un consiglio o di un confronto lo cerco. Cavina e’ stato un maestro di tecnica e tattica e gestione della squadra. Di Paolantonio mi ha insegnato come un allenatore possa avere avere un lato umano e raggiungere anche i risultati. Moretti e la sua esperienza ad alto livello mi


hanno lasciato la professionalità e l’organizzazione di chi ha vissuto quegli ambienti. Grandi è un ottimo coach e con lui ho un grandissimo rapporto. Qualcuno, per propria convenienza, la scorsa estate ha provato a “metterci contro”. Fortunatamente per noi abbiamo dimostrato sul campo la nostra solidità lavorativa e confermato il bel rapporto che e’ nato e che prosegue ancora oggi fuori dal campo”.

Quanto potrai incidere nel lavoro dello staff tecnico di coach Marco Regazzi, coadiuvato da Andrea Zotti e Giorgio Devetag? Quali sono le tue specialità tecniche principali?

“Per prima cosa, entro nel mondo Virtus in punta di piedi. Marco, Andrea e Giorgio sono stati i protagonisti di una bellissima promozione, riportando Imola dove conta. Io cercherò di portare la mia esperienza, le mie idee e il modo di lavorare che ho appreso in questi anni. Dovrò essere un buon supporto per Marco Regazzi e, perché no, a volte fargli venire qualche dubbio. Il confronto quotidiano con lui e lo staff sarà fondamentale per avere una stagione vincente. In questi anni sono stato sempre un


supporto in campo per il capo allenatore, partita o allenamento che fosse. E mi sono occupato dell’analisi degli avversari e dello sviluppo dei giocatori. L’esperienza che ho acquisito mi dà la speranza di poter essere un valore aggiunto per questa realtà. Ma i ruoli e la divisione del lavoro saranno una decisione del coach e io sarò a disposizione per quello che serve al bene della Virtus”.

In che direzione si sta muovendo il basket nell’ultimo periodo, dalla Nazionale ai campionati regionali?

“Il basket non sta attraversando un bel momento. Non ci sono regole chiare e soprattutto c’è troppo permissivismo. Il risultato è che tante, troppe, Società approfittano di tutto questo. Speculando su ciò che viene permesso, facendo passi più lunghi della gamba, agendo prevalentemente per interessi personali, non rispettando gli impegni con i propri tesserati e non permettendo ad allenatori e giocatori di lavorare in modo dignitoso. La riforma dei campionati mi convince poco e non la ritengo una soluzione per risolvere certi problemi”.

Il rapporto tra staff e roster, nel basket odierno, è fondamentale per accrescere il valore delle prestazioni individuali e, soprattutto, di squadra. Ne sei convinto?

“La pallacanestro è in continua evoluzione ed il rapporto tra staff e giocatori è molto importante. Come allenatore ritengo sia fondamentale avere un rapporto con i propri giocatori. Oggi devi essere anche un po’ “psicologo”, cercando di capire chi ha bisogno di che cosa. Il giocatore deve essere messo nelle condizioni di poter rendere al meglio ed eseguire ciò che viene richiesto dallo staff. Confronto quotidiano, analisi del lavoro fatto, sedute video, 10 minuti di chiacchiere post allenamento: sono tutte situazioni che mettono il singolo nelle condizioni di lavorare al meglio e il più sereno possibile e di conseguenza alla squadra di poter “performare” al meglio”.

I tuoi massimi vertici raggiunti come cestista?

“Il punto più alto rimane la serie A2. Ma ero un giovane ragazzo con tanti sogni nel cassetto aggregato alla prima squadra dell’Andrea Costa. L’apice come giocatore vero però e’ stato proprio alla Virtus Imola. Anno 97/98, si giocava la B1, ed era un campionato davvero di ottimo livello. Una squadra forte che arrivo a giocare la poule promozione. Arrivai con il mercato di novembre e fu subito amore. Poi tanta B2. Faenza, L’Aquila , Castenaso. Tutte esperienze importanti, che all’epoca mi formarono anche come persona e che ricordo con grande piacere e affetto”.

Cosa ricordi del tuo periodo giallonero da atleta?

“Grandi ricordi e grandi emozioni. Non vedo l’ora di riviverle e di sentire il calore dei tifosi e dell’Armata Giallonera. Ho vissuto la Virtus in 2 momenti. La prima volta, stupenda. Un giovane imolese che ha avuto la possibilità di confrontarsi con il basket che conta. Era la stagione ’97/’98 e ricordo ancora il mio esordio al PalaRuggi contro Brindisi. L’emozione quando entrai in campo, il primo canestro che servì a sbloccarmi e farmi dimenticare tutto. Vincemmo. Fu bellissimo. La seconda, altrettanto emozionante. La Virtus aveva chiuso i battenti e ripartiva dalla Prima Divisione. Nel ’05/’06 fui chiamato per giocare in quella squadra e vincemmo il campionato. Ricordo ancora le 200 persone che ci accompagnarono nella partita di finale. Un record per quella categoria, ma che mi fece capire una volta di più quanto batteva il cuore dell’Imola giallonera. Mi piace pensare di aver dato un piccolo contributo alla rinascita della Virtus che oggi è qui. In serie B”.

Come pensi sia cambiato il basket cittadino di Imola negli ultimi anni?

“Imola è una città che vive di basket. Le due squadre principali hanno vissuto momenti di massimo splendore alternati a momenti più bassi. Quello che non è mai cambiato è la passione di chi segue queste realtà. La rivalità cittadina che torna farà bene, scalderà la città e per noi protagonisti sarà un privilegio vivere una piccola “Basket City”. Facendo un discorso a raggio più ampio sarebbe bello che Imola fosse messa nelle condizioni di poter competere per palcoscenici più alti e che meriterebbe. Ma per fare questo gli interessi personali di tante persone dovrebbero essere messi da parte per il bene di tutti. Un’utopia”.

A Imola il tuo cognome non può non essere associato al mitico Gianni, tra l’altro fondatore dell’Andrea Costa e più volte coach di entrambe le società locali. Il rapporto con tuo padre sul campo ha inciso sicuramente sulla tua carriera?

“Gianni (o coach, a seconda di quello che vivevamo) è stato mio coach in Andrea Costa e alla Virtus ed era il babbo che trovavo a casa. Ma credo che siamo sempre stati bravi a scindere le due cose e portare avanti bene il nostro lavoro, anche quando ci siamo ritrovati nell’ultima esperienza io come allenatore e lui come dirigente. E’ sempre stato un esempio , prima di tutto. E quello che mi ha messo il basket nelle vene. Anche se credo che il vero eroe della storia sia stata mia mamma, brava e paziente a vivere prima con un allenatore ed un giocatore e poi con due allenatori. Spero di averli entrambi in tribuna alla mia prima partita con la Virtus. Tornando a Gianni è stato bello ed emozionante averlo vicino nella mia prima partita da capo allenatore. Fu il mio assistente per quella partita, perché nessun altro si poteva sedere al mio fianco. Ricordo la tranquillità che mi ha trasmesso prima della partita e l’abbraccio dopo la vittoria. Li porterò sempre con me. Parlo da allenatore e da addetto ai lavori: le sue dimissioni dall’Andrea costa mi hanno messo molta tristezza. Se un professionista del genere con una carriera 40ennale alle spalle arriva a tanto, credo ci si debba fare qualche domanda. E credo che una Società dovrebbe fare di tutto per tenersi stretta personaggi del genere”.

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Area Comunicazione Marketing Intech Virtus Imola

MUSICA: la cantautrice imolese Milena Mingotti vince i premi Bruno Lauzi e Cora ad Anacapri

Milena Mingotti
Grande successo per la cantautrice imolese Milena Mingotti che ha vinto la 13esima edizione del premio d'autore nazionale Bruno Lauzi ad Anacapri e anche il premio Cora con il brano "Per l'amore che ho dentro", un inno alla gratitudine. Il premio Cora è dedicato ad Alessandra Cora, giovanissima cantautrice anacaprese portata via dal terremoto dell'Aquila del 2009. 

La cover interpretata da Milena come omaggio a Bruno Lauzi è stata "Almeno tu nell'universo". Milena parteciperà al Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza sabato 1° ottobre al Premio dei Premi al Teatro Masini di Faenza. La serata è stata magistralmente condotta da Marino Bartoletti e Francesca Ceci.

Divertente e molto coinvolgente l’intervento di Massimo Gramellini, intervistato da Marino Bartoletti e Francesca Ceci, vincitore della XI edizione del premio Penna d’autore per la sezione “scrittori e giornalisti”.

Il clou della serata è stata l’esibizione di Carlo Marrale e Silvia


Mezzanotte, insigniti del premio Penna d’autore, nella sezione “musica”, che hanno affascinato e rapito la platea con l’interpretazione di loro brani storici tra cui “Per un’ora d’amore” e “Vacanze romane”. Durante la loro performance è stata molto toccante l’interpretazione del brano “Complici” composta dallo stesso Marrale e da Bruno Lauzi. 

"Questa - dice Milena Mingotti - è stata un'esperienza incredibile, la cornice di Anacapri è meravigliosa. Il premio è stato organizzato divinamente. Vincere con un brano che ho scritto proprio sulla gratitudine mi rende ancora più grata per questa vittoria. L'arrangiamento è stato fatto dal grande Roberto Costa (bassista turnista, fonico professionista e arrangiatore per tanti artisti nazionali come Lucio Dalla, per cui scrive la musica di “Se io fossi un angelo”, Ivan Graziani, Ron, Luca Carboni, Mina, Gianni Morandi, Luciano Pavarotti e altri, nonché autore e produttore di musiche per spettacoli teatrali e televisivi su circuito nazionale). Il brano è nato così: una mattina mi sono messa a fare lista della gratitudine, ogni tanto lo faccio, e ho pensato "perché non può diventare una canzone?" E così è stato. Poi ho cantato la cover di Lauzi "Almeno tu nell'universo" che è un brano che in questo momento sento particolarmente e mi sono proprio goduta l'esibizione e l'esperienza senza ansia ma solo a cuore pieno. Sono tanto felice per questo raggiungimento".



SPORT, Basket B: Intech Virtus Imola, confermato Giorgio "Ciucci" Devetag

Giorgio Devetag (foto Virtus Imola)
La Intech Virtus Imola annuncia con grande soddisfazione la conferma di Giorgio Devetag all’interno dello staff tecnico giallonero per la stagione 2022/2023.

Per tutti “Ciucci”, Devetag è stato uno dei protagonisti della cavalcata vincente dello scorso anno di Aglio e compagni, grazie ad un costante e diligente lavoro atletico e individuale basato sulla tecnica e sulla mentalità vincente. Ex cestista di alto livello in Italia, Devetag ha trascorso gli ultimi decenni a dispensare la propria esperienza e la grande conoscenza di basket giocato in giro tra tante realtà del territorio. Ma è ad Imola, sponda Virtus, che ha legato il suo nome nell’ultimo biennio, in cui ha elevato il lavoro di Marco Regazzi e Andrea Zotti.

Nella stagione entrante, lavorerà a fianco (oltre ai già citati coach) di nuovi tecnici, come Mauro Zappi, ad esempio, giunti in Virtus per implementare il lavoro in palestra sotto tutti i punti di vista. Il ruolo di Devetag sarà legato, ovviamente, al lavoro individuale, soprattutto (ma non solo) dei più giovani che quest’anno saranno il fulcro del destino giallonero in campionato.

Giorgio Devetag, quali emozioni provi nell’essere stato confermato nello staff tecnico della Virtus


Imola in serie B?

“Una grande soddisfazione per aver partecipato e contribuito a questa meravigliosa vittoria che ci ha portati in Serie B. Sono molto contento perchè con tutti i giocatori ho avuto un rapporto annuale molto intenso fatto soprattutto di lavoro individuale. Quindi è stata una cavalcata fantastica. Voglio ringraziare ancora una volta Mise (Diminic,ndr) e tutti gli altri perchè son stati davvero molto collaborativi e validi nel loro impegno. Impegno che ha portato ad un loro miglioramento notevole a livello individuale, ma anche a livello di squadra. Tanto è vero che fino alla fine di gara3 della finale “abbiamo tenuto botta” e questo vuol dire che il lavoro svolto è stato importante”.

Nella stagione che verrà, avrai un compito molto importante nell’allenamento individuale dei cestisti. Questa fiducia di coach Regazzi e della Società ti inorgoglisce?

“Quest’anno avremo 5-6 cestisti, ma anche altri ragazzi, molto giovani che possono e che devono lavorare. E lavorare tantissimo per migliorare le proprie qualità tecniche individuali. Provengono tutti da vivai e da settori giovanili molto importanti dove hanno lavorato molto bene. Ad esempio, conosco molto bene Menozzi e tutti gli altri allenatori che li hanno fatti diventare


giocatori. Quindi credo che le loro Società abbiano affidato questi giovani alla Virtus Imola perchè sanno che in maglia giallonera avrebbero avuto molto spazio e la possibilità di migliorare, diventando sempre più forti. Ritengo che la mia responsabilità in tutto questo sia elevatissima, perchè affiancherò Regazzi e lo staff tecnico proprio nel lavoro con i singoli giocatori, creando un filo diretto con loro ed accompagnandoli verso una mentalità vincente. Sarà un lavoro continuo e pressante, sia per il miglioramento fisico, che sotto l’aspetto dei giochi e degli esercizi tecnici. Mi ripeto, il miglioramento individuale di ogni singolo atleta porta successivamente al miglioramento di tutta la squadra. E questo è il mio obiettivo”.

Oltre a questo, quali obiettivi deve avere la Virtus in stagione?

“La Società, nel suo primo anno di serie B, deve dimostrare di poter partecipare a certi livelli. E ho


visto che la Società ha fatto un grosso lavoro anche a livello di cambiamenti dirigenziali. Gabriele Torreggiani e Simone Corazza sono due persone molto preparate, ad esempio. E, quindi, è importantissimo che io faccia e che tutti noi facciamo un lavoro perfetto, rivolto alla costruzione di un progetto importante. Se otterremo, come io credo faremo, dei risultati importanti, vorrà dire che ci creeremo un nome “spendibile” anche a livello nazionale che, poi, potremo sfruttare nel proseguo del progetto nei prossimi anni. Chiaramente lavorando bene coi giovani, il che significa anche avere la fiducia di grandi Società, con settori giovanili importanti, nell’affidarci i loro giovani prospetti, affinchè migliorino in campionati senior di alto livello. Gli obiettivi, dunque, sono questi: migliorare i giocatori e fare in modo che il nostro campionato abbia buoni frutti da raccogliere a livello di risultati. Son sicuro che faremo una buona stagione, con buoni allenamenti, una buona mentalità, molto impegno, molti sacrifici, qualche rinuncia e, soprattutto, tanto lavoro”

Carlo Dall’Aglio - Responsabile Area Comunicazione Marketing Intech Virtus Imola

APOLOGIA DI LIDO DI DANTE

Le vacanze a Lido di Dante hanno un suo perché. E' una località marittima non tanto grande ma c'è tutto. Oppure un ponte lo collega a Lido Adriano, Punta Marina e Marina di Ravenna. La spiaggia è accogliente, i bagni sono pochi ma buoni. Il Passatore è quello più chic, poi c'è lo Smeraldo e il Classe gestito dal simpaticissimo Aurelio. Il mare è quello che è paragonato a Sardegna e altri ma ci si dura. E infine al Bar La Rosa dei Venti, in piazza, la brasilera Monica vi attende con la sua sensualità così come al Livingston si sta bene in compagnia di ottimi cocktail.