IL LIBRO: All'Ortignola Maria Francesca Tiraterra presenta "Mio fratello ha sempre freddo"
![]() |
| Maria Francesca Tiraterra |
E’ il racconto – attraverso il dialogo a due voci, di un fratello e di una sorella – del tempo sospeso dei “tossici”, spesso stigmatizzati senza possibilità di riscatto.
Con grandissima ironia, grazie anche all’utilizzo del dialetto romanesco, offre un viaggio emozionale nel terreno impervio dell’incomunicabilità nelle famiglie, problematica trasversale di ogni ceto sociale.
È una fotografia senza filtri che non chiude però la porta alla speranza, quella scattata dall’autrice nel libro finalista al concorso letterario 2021 “Lettere al Sempione”.
Un libro diffuso nelle scuole superiori della cittadina pugliese di Molfetta, in quanto spunto di riflessione sulle dipendenze e devianze sociali, su iniziativa del sindaco Tommaso Minervini, per anni operatore sociale nelle carceri.
«La persona che cade nelle spire della dipendenza da sostanze tossiche vive un dramma esistenziale profondo che inevitabilmente coinvolge tutta la sua famiglia, la quale deve trovare la forza di imboccare con consapevolezza un cammino comune di rinnovata accoglienza – dichiara l’autrice Maria Francesca Tiraterra –. Il mio auspicio è che questo libro possa essere uno sprone alle istituzioni e alla società civile per il riconoscimento dei diritti degli ultimi e dei dimenticati».
Maria Francesca Tiraterra, nata e cresciuta a Roma, è formatore in ambito sanitario presso l’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma ed è professore a contratto di Scienze infermieristiche e ostetriche all’Università degli studi di Roma Sapienza.
Il libro
Mio fratello ha sempre freddo è il racconto d’esordio di Maria Francesca Tiraterra.
Scritto con un lessico plurimo, i cui piani linguistici si contaminano a vicenda, utilizza l’epistola come cifra narrativa per dare forza emotiva a una vicenda familiare e riportare l’esperienza umana ed esistenziale di una donna nel complesso rapporto con Giovanni, il fratello tossico, e con il loro padre.
La scrittrice racconta la loro relazione muovendosi con disinvoltura sulle striscia del tempo, dai ricordi d’infanzia a un presente difficile da affrontare, conducendo il lettore nelle intime pieghe relazionali di una famiglia borghese, materia viva su cui si innestano le riflessioni della protagonista che giunge, quasi inaspettatamente, ad elaborare un pacato commiato dal dolore di un’esperienza d’amore.
Una storia per chi pensa che un mondo migliore sia possibile, pur tenendo presente che è possibile anche un mondo peggiore.
L’autrice
Formatore in ambito sanitario di giorno, scrittrice di notte, Maria Francesca Tiraterra con Mio fratello ha sempre freddo è al suo romanzo d’esordio.
Nata e cresciuta a Roma, dodicesimo segno dello zodiaco, ha vissuto un’intensa esperienza teatrale spaziando dal teatro underground e dell’assurdo alla poesia confessionale e la letteratura classica.
Si definisce lettrice compulsiva perché “la lettura è il divenire dell’uomo” e ha un incubo ricorrente: morire all’improvviso senza aver letto l’ultimo libro acquistato.
Appassionata di opera lirica, colleziona calendari artistici con vedute di Napoli della Collezione privata di gouaches Savarese, beve tisane, vive tra Roma e Mantova, ha un compagno con il quale condivide la passione per i libri e l’impegno meridionalista.



Commenti