mercoledì 13 ottobre 2021

ASCOLTIAMO DON DOLINDO

Quando si esamina al microscopio un tessuto vegetale o animale si rimane stupiti di fronte a quella fattura delicatissima, armonica, sapiente, che rivela l’infinita Sapienza e l’infinito Amore che l’ha formata. Un piccolissimo animale o una minuscola pianta sono una meraviglia visti attraverso la lente, e la minuta cura che si scorge in ogni loro parte intenerisce il cuore. La bontà di Dio che si rivela persino in una fibra che oggi è e domani si dissolve, ci fa intendere quanta dev’essere la sua bontà nel plasmare un’anima, e quali grandi capolavori escono dalla sua sapientissima mano.

La perfezione di un’opera è concepita dalla sapienza, ma è realizzata dall’amore; l’artista è fortemente appassionato dell’opera sua, alla quale cerca dare tutto quello che può, per renderla degna del suo pensiero e del suo ideale. Dio, nel creare, ha avuto un amore immenso verso ciò che usciva dalle sue mani, e soprattutto verso gli esseri intelligenti e liberi che potevano intenderlo e amarlo; l’amor suo ha voluto, per così dire, cesellarli. Non si è contentato di crearli, li ha resi perfettibili, e si può dire che continuamente li lavora con la sua grazia, effusione di amore, che sostiene le forze della creatura, le eleva, le trasforma e le rende capaci di produrre frutti soprannaturali. Una pianta ha la forza germinativa che la fa crescere, fiorire e fruttificare sempre allo stesso modo; un’anima ha come forza germinativa la grazia dello Spirito Santo che la fa crescere in perfezioni superiori che stupiscono per la loro bellezza. Non potrà mai avvenire che da uno spino nasca un tulipano, ma può avvenire ed avviene che da un virgulto naturale nasca un frutto soprannaturale. La santità, quest’ammirabile insieme di perfezioni e di bellezza, è un frutto superiore che nasce in un ramo di natura inferiore, ed è lo Spirito Santo che opera questa meraviglia con la sua intima operazione.
Non è facile formarsi un concetto della divina arte che cesella un’anima e la santifica. È tutto un lavoro delicatissimo che si svolge tra la libera volontà della creatura e le potenze che ne sono istrumento; è l’utilizzazione di tutto quello che forma la vita e l’ambiente della vita, è la cesellatura fatta attraverso la tribolazione e il dolore, che spingono la libera volontà verso Dio con la forza di chi cerca l’aria quando sta per soffocare. La tribolazione, frutto complesso ed anch’esso ammirabile delle nostre colpe e della nostra fragilità, forma un’atmosfera assillante per la nostra natura, e spinge l’anima a cercare più in alto il suo respiro. Lo Spirito Santo utilizza questi momenti per far sentire il soffio del divino intorno all’anima, e per farla sollevare in alto: l’aiuta a crescere là dove la spinge la tribolazione, quasi come pianta che colpita dalla siccità, spinge le sue radici là dove può trovare l’umore vivificante, o che, assiderata dal freddo, tende verso la zona riscaldata dal sole.
Se si potesse vedere come la grazia di Dio riempie i vuoti che si formano in noi nei disinganni della vita! Se il disinganno nasce da un errore, rifulge nell’anima la verità eterna e l’attrae in alto; essa allora liberamente cerca quello che appaga il suo intelletto. Se la delusione viene dal disinganno delle creature, si presenta all’anima più luminoso l’oggetto infinito del suo amore, ed essa sente una facilità a tendervi. Se un malanno tormenta il corpo nel quale peregrina, lo Spirito Santo quasi impercettibilmente diffonde in lei un profumo dell’eterna felicità che le dà il sospiro verso il Cielo e la spinge a guadagnarselo con le opere buone. 

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