domenica 13 maggio 2018

UNA SITUAZIONE DELICATA


Alcuni giorni fa la famiglia di Nadia e Brahim è stata sfrattata da un alloggio della cooperativa Unicoop, in cui viveva con due figlie piccole. La famiglia aveva proposto soluzioni che non gravassero sui soci della cooperativa, ma Unicoop, nonostante vanti di promuovere “spirito mutualistico” e “solidarietà tra le persone”, ha rifiutato ogni trattativa, sbattendo la famiglia per strada.
A seguito dello sfratto, dopo 20 anni di lavoro e di contributi versati, Nadia e Brahim si sono rivolti ai servizi sociali, per poter trovare una soluzione dignitosa nei pochi mesi che li separano dall'assegnazione della casa popolare (sono 30° in graduatoria ERP). Anche qui si sono trovati davanti all'ennesimo rifiuto, anche solo per un sostegno temporaneo.
Perciò per due giorni lo Sportello Antisfratto Imola, insieme alla famiglia e a numerosi/e solidali, ha presidiato l’ingresso del Comune con delle tende, per chiedere se fosse quella la soluzione pensata dalle istituzioni. In seguito a un ultimo colloquio con la Commissaria prefettizia e i servizi sociali, il compito di sostenere dignitosamente la famiglia è stata scaricato ancora una volta sulle spalle del terzo settore - la Caritas, in questo caso. Purtroppo la famiglia si è trovata nelle condizioni di rifiutare la proposta della Caritas, poiché questa avrebbe comportato la separazione del nucleo famigliare, senza possibilità di trovare un posto stabile per il padre, rischiando di compromettere inoltre la frequenza scolastica della figlia maggiore, che studia a Sesto Imolese.
La famiglia, che avrà anche perso la casa ma non il desiderio di vivere insieme, ha trovato come unica soluzione provvisoria un bed&breakfast a spese proprie. Questo implica costi mensili chiaramente insostenibili per chiunque si trovi in una situazione economica fragile come la loro, avendo il padre trovato un nuovo lavoro da pochi mesi, e a breve torneranno per strada.

PER QUESTO OGGI SIAMO DI NUOVO IN PIAZZA E CHIEDIAMO:
1) tempi certi e rapidi per le assegnazioni previste per il 2018 delle 55 case popolari a tutte le persone aventi diritto!
2) che la soluzione provvisoria trovata dalla famiglia, l’unica che ne mantiene l’unità e consente di salvaguardare i diritti delle due bambine, sia sostenuta economicamente dalle istituzioni!

Siamo davanti all'ennesima inadempienza da parte delle istituzioni, che delegano le proprie responsabilità al terzo settore. Ci chiediamo perché si continuino ad utilizzare i fondi pubblici derivanti dalle tasse per salvare le banche e favorire chi non ne ha bisogno, quando mancano sempre i soldi per i servizi sociali, la sanità, la casa, l'istruzione, ossia per garantire alle persone i diritti basilari.
La protesta di Nadia e Brahim è la protesta di tutte le persone stanche di sentirsi umiliate e prese in giro. Rivendichiamo il diritto alla casa, siamo al fianco di chiunque si trovi in situazioni di povertà e precarietà!
Lo Sportello Antisfratto Imola da anni vede italiani e stranieri aiutarsi a vicenda, perché il problema abitativo è causato della malagestione del patrimonio pubblico, dallo sfitto e dallo spreco di risorse, questioni che colpiscono tutti/e allo stesso modo.
Ci battiamo per e con tutte le persone che capiscono che solo uniti si possono rivendicare i diritti che ci stanno togliendo. La povertà e la precarietà non sono colpe, ma problemi strutturali, sociali, collettivi, che le istituzioni non possono più ignorare!

Sportello Antisfratto

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