giovedì 4 settembre 2014

L'INTERVISTA: Alessandro Scagliarini: "Ora vivo il futsal meno intensamente ma in carriera ho affrontato giocatori fortissimi"

Un passato coi fiocchi. E un presente attento a quello che succede nel mondo del futsal. La persona di cui stiamo parlando non ha bisogno di presentazioni e allora passiamo subito a fare due chiacchiere con lui. Di chi si tratta? Ah, vero, un nome bisogna pur farlo. Ecco a voi Alessandro Scagliarini.
Al momento qual è il tuo rapporto col calcetto?
"Al momento vivo il calcio a 5 in maniera molto meno intensa, ovviamente, rispetto a quando giocavo. Mantengo ancora oggi rapporti con qualche giocatore ancora attivo, ogni tanto al sabato quando qualche ex compagno gioca vado a vedere".
Qual è stata la tua ultima esperienza? Che ricordi hai?
"L'ultima esperienza di livello alto è stata a Castel San Pietro in serie B nel 2009 mentre l'ultima squadra è stato il Bologna Football Five in serie D".
Ripercorri le tappe della tua carriera con i traguardi che hai raggiunto ma anche con le delusioni?
"Mi affaccio al palcoscenico del calcio a 5 per caso agli inizi degli anni '90 grazie a mio fratello con cui vado a giocare a Borgonuovo di Pontecchio in serie B per alcune stagioni. Successivamente vengo preso dalla Teraxitalia e faccio due stagioni di serie A, allenato da colui che ritengo il mister migliore che ho mai avuto ovvero Alberto Carobbi, e con compagni di squadra che hanno fatto la storia del calcio a 5 a Bologna come Olimbo, "Vezza" Andrejic, Pancaldi, Selvatici e Gironi. Dopo una parentesi di rientro a Borgonuovo mi acquista lo Csain, società di Bologna con cui scendo per la prima volta in serie C ma vinciamo subito il campionato. Qua inizia la sua carriera di allenatore Roberto Dall'Olio che voi a Imola dovreste conoscere bene. Dopo lo Csain accetto un nuovo progetto che avrà poi successo per molti anni ed è quello del Bologna Football Five con cui, al primo anno, si vince subito la serie C e, dopo una sofferta e bellissima salvezza in B, decido di abbandonare per accettare la corte di una società in ascesa nella provincia di Bologna che si chiamava Olsitalia ma le cose non sono andate come desideravo. Nel 2005 decido di accettare la richiesta da parte di Calzolari che aveva appena rilevato dal mitico Alfonso Velez la società del Bologna e per un anno faccio parte del progetto Kaos. Nel 2007, a 25 anni, decido di sposare il progetto Castel San Pietro in serie C1, anche per tornare a giocare con miei grandi amici come Vecchi, Franci, Nanni. Vinta la C tramite playoff l'anno successivo in B è finito male, secondo me, soprattutto per moltissima sfortuna. Di Castello mi rimane un ottimo ricordo, soprattutto l'organizzazione ancora oggi difficile da trovare.
Chiudo la mia lunga attività nel 2010 ricongiungendomi al Bologna Football Five con molti dei miei ex compagni di mille battaglie con cui vinciamo la serie D. Dopo giustamente appendo le scarpette la chiodo per dedicarmi alla famiglia".
Chi sono stati i campioni con cui hai giocato? E quelli più difficili da affrontare?
"Di giocatori forti ne ho affrontato moltissimi. Negli anni '90 credo che Rubei sia stato il più forte assieme a Ivano e Giovanni Roma, non dimenticherei anche Bearzi. Sicuro che ne sto dimenticando altri. Nel finale direi che Favetti del Civitanova non scherzava".
Quali erano le tue caratteristiche come giocatore?
"Le mie caratteristiche di giocatore erano quelle di essere molto tecnico e di creare molte situazioni da gol per i miei compagni. Non sono mai stato uno a cui piacesse correre troppo".
Vuoi aggiungere qualcosa?
"L'ultima esperienza, come dicevo prima, è stata in serie D nel Bologna Football Five. Squadra composta da grandi giocatori ma soprattutto grandi amici che avevano come desiderio appunto di tornare a giocare a fine carriera tutti assieme. Infatti vincemmo quel campionato in maniera netta, troppo il divario".

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