SFORZA ROSA: il Cs Campanella cade contro la Mader


Cs Campanella 2
Mader 5
CS CAMPANELLA: Tampieri, Gelsumino, Cavina, Turricchia, Merlini, Daghia, Coralli, Maglio, Liverani, Mainetti, Sgalaberni. Mister. Matera.
BOLOGNA - Lo scontro del venerdì della settima di campionato del CSI Bologna Futsal Cup femminile vede le ragazze di Campanella salutare bar e centro sociale, caricare le borse sul pulmino e imboccare l’uscita due della tangenziale: direzione Bologna, palestra Corticelli, sfida proibitiva ma intrigante contro l’ ASD Mader. Gli annali parlano di sfida sempre andata ad esclusivo appannaggio della formazione bolognese: al Cs nel tempo non sono che rimaste che le briciole, mai neanche avvicinata l’idea di vittoria. Venerdì le cose vanno diversamente. Il campo è ostico, il nemico temibile, il fondo imperfetto: stessa imperfezione che caratterizzerà la prova delle ragazze imolesi, capaci di accarezzare un sogno e lasciarselo sfuggire. Prima metà di gioco intensa e decisa: incitato dalle proprie compagne incollate a bordo campo il quintetto rosa made handed by mister Matera tiene alto il ritmo, copre perfettamente nelle ripartenze avversarie e non molla un centimetro quando i centimetri c’è bisogno di andarseli a prendere con le unghie. Della diceria che la Mader sia cosi tanto più forte, nel primo tempo non c’è traccia. Quello che si sa e si narra è un Campanella in palla, aggressivo al punto da spingere Merlini al tiro dalla distanza che rovescia in rete quanto di buono visto. Uno a zero. Vantaggio su cui costruire la possibile impresa. Il dolce grintoso pensiero viene però annebbiato dal pareggio bolognese che azzera le premesse e resetta l’euforia. Ma le imolesi ci sono e non abbandonano l’idea di provarci, neanche quando a pochi minuti dal riposo l’arbitro concede un rigore alla Mader su cui nulla riesce a fare il numero uno di via Curiel Mickey Tampieri. Nonostante lo svantaggio e la fatica per un campo incredibilmente più grande rispetto al sintetico di casa Campanella, il C.S. tiene duro e macina metri e passaggi determinato ad agguantare il pareggio. Ci pensa Liverani ad arpionare il pallone giusto e a scaraventarlo in rete consegnando a referto la rete che vale il due pari. Si può fare, ora è chiaro. Ma sul più bello arriva la beffa che non avevi programmato, il tiro sporco che sembra innocuo e invece infimo passa lentamente nel più losco dei pertugi e, spietato, rotola in rete. E rotola via ogni simmetria gioco o lucidità. Il campo grande, il pubblico avversario che diplomaticamente definiremo fastidioso, la fatica, la botta del terzo inaspettato goal, o, più semplicemente, l’immaturità di non saper tener botta fino alla fine in partite cosi, dove la tensione è a mille, il mister è furioso e l’unica cosa che non dovresti fare è farti sopraffare da tutte queste cose. La Mader prende coraggio, annusa la ritirata battuta dalle ragazze imolesi e colpisce ancora, complice una deviazione sfortunata di Sgalaberni. E’ praticamente già finita quando arriva anche il quinto gol, a giochi ormai conclusi. Poteva essere apoteosi, è stata amarezza. Ora Campanella è attesa da due grandi prove di maturità: la sfida contro Castel San Pietro venerdi 9 dicembre alle 21.00 al C.S. e, ancor più difficile, la necessità di rimettere in fretta insieme i pezzi. Ricomporre grinta e determinazione, recuperare concentrazione, archiviare tensioni, guardarsi negli occhi e ripartire dal gol di Merlini nel primo tempo della sfida bolognese. Perché li, non c’è dubbio, è stato chiaro a tutti che, giocando come si sa giocare, non c’è impresa che non possa essere tentata. O, addirittura, portata a casa.
Annalisa Sforza

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